Segnalazioni

Treno sbatte le porte in faccia ai pendolari lecchesi, stavolta partono le denunce

Le quotidiane avventure del pendolare lecchese hanno visto oggi 6 febbraio un episodio inedito da aggiungere ai mille già vissuti, e personalmente in 14 anni di pendolarismo ne ho viste.

Il “7.59” (in termini tecnici il Regionale 2557 per Milano Centrale) arriva in orario sulla banchina lecchese. La classica porta rotta - almeno una a convoglio serve e mantenere viva la tradizione - crea la solita fila assolutamente ordinata che lascia scendere la massa di studenti per poi salire. Questione di stile. 

Sembrerebbe tutto a posto oggi, se non forse la puntualità inedita che per un pendolare lascia sempre presagire una fregatura nascosta. 

Ed ecco che, quando da molti ingressi liberi del treno la gente è salita e manca solo da smaltire quella ventina che era all’altezza della porta rotta, con efficienza elvetica inaspettata, il capotreno dà l’ordine e via! Si chiudano le porte! Capita spesso che si chiudano in anticipo, poi giustamente il capotreno si accorge e riaprendole al volo in 10 (dieci) secondi si smaltisce la coda… Ma non stavolta.

Il treno sbatte le porte in faccia ai pendolari, una ragazza quasi lascia un braccio nella chiusura ed una quindicina di lecchesi con gli occhi sbarrati dallo stupore si vedono il mezzo che doveva portarli al lavoro partire senza di loro proprio mentre stanno salendo.

Qualcuno rimasto a piedi, piedi inzuppati nel nevischio, ha iniziato a farsi un esame di coscienza… qual è mai la mia colpa? Pagare regolarmente 1000€ annui di abbonamento? Lasciar educatamente scendere prima di salire? Non lamentarsi troppo di treni con porte e riscaldamenti guasti in canonico ritardo? 

L’idea del capotreno era probabilmente arrivare in orario, e clamorosamente oggi è successo, ma che senso ha arrivare in orario se per la puntualità non carichi parte della gente che ti paga il biglietto? È colpa dei pendolari lecchesi se le porte sono guaste e per salire e scendere si creano code in quelle funzionanti? Possibile che si possa lavorare così male? (si male perché se non sai che stai facendo un servizio per quelli che lasci a casa lavori male).

Stavolta al colmo dello strazio son partite le denunce, in stazione come dai carabinieri, io stesso inoltro ora all’amministrazione lecchese (pur con limitata competenza sul tema) l’insostenibile situazione di una consistente parte della popolazione lecchese, che subisce il disservizio ferroviario e dei suoi dipendenti non diversamente da altri inefficienti carrozzoni pubblici.

Filippo Boscagli (Ncd), Consigliere comunale


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